La sostenibilità è diventata un tema centrale anche nella ricerca clinica. Per anni lo sviluppo di studi multicentrici si è concentrato su efficienza, qualità dei dati e aderenza regolatoria, mentre l’impatto ambientale veniva considerato un elemento marginale. Oggi non è più così. Sponsor, CRO e istituzioni sanitarie stanno introducendo linee guida e obiettivi legati alla riduzione dell’impronta ecologica, e il CRA — spesso considerato una figura “operativa” — diventa invece uno dei protagonisti di questo cambiamento.
Il CRA non incide solo sulla qualità dei dati, ma anche su come vengono gestiti materiali, spostamenti, processi e strumenti. La sostenibilità si traduce in scelte quotidiane: ridurre gli sprechi, evitare attività superflue, ottimizzare le visite e promuovere pratiche che rendano lo studio più leggero dal punto di vista ambientale senza perdere qualità scientifica.
Uno dei primi ambiti in cui la sostenibilità diventa evidente è la gestione dei documenti. Gli studi clinici sono tradizionalmente molto “paper-based”: binder voluminosi, copie multiple, stampa continua di versioni aggiornate. L’introduzione degli Investigator Site Files elettronici, delle firme digitali e delle piattaforme cloud ha ridotto in modo significativo questo impatto, ma la transizione non è uniforme in tutte le strutture. Il CRA ha un ruolo fondamentale nel sostenere il sito nella digitalizzazione: spiegare l’utilizzo corretto delle piattaforme, chiarire i requisiti regolatori e promuovere l’abbandono graduale del materiale cartaceo quando non necessario. Ogni documento che non viene stampato rappresenta una riduzione concreta dell’impatto ambientale.
La sostenibilità riguarda anche gli spostamenti. Alcuni anni fa la visita onsite era considerata l’unico modo efficace per controllare uno studio. Oggi gli strumenti di monitoraggio remoto, la teleconferenza e la Remote Source Review permettono di ridurre significativamente il numero di trasferte. Non significa eliminare il monitoraggio fisico — indispensabile per molte attività — ma ottimizzarlo. Pianificare visite più mirate, combinare più attività in una sola giornata e alternare onsite e remoto riduce le emissioni e migliora l’efficienza. Il CRA può influenzare direttamente questa dinamica, proponendo soluzioni bilanciate che garantiscano qualità e sostenibilità.
Anche la gestione dei materiali di studio può essere resa più sostenibile. Farmaci, kit di laboratorio, dispositivi, strumenti di raccolta dati: tutto genera imballaggi, spedizioni e rifiuti. Il CRA, in collaborazione con lo sponsor e il sito, può favorire un approccio più responsabile, verificando che i centri utilizzino correttamente i materiali già disponibili prima di richiederne di nuovi, evitando duplicazioni e garantendo una gestione precisa delle giacenze. Una buona programmazione riduce anche il rischio di dover eliminare materiali scaduti o inutilizzati.
La formazione del centro è un altro ambito in cui la sostenibilità trova spazio. Molte attività formative possono essere svolte online, evitando spostamenti ripetuti o sessioni in presenza che comportano consumo di risorse. La formazione digitale non solo riduce l’impatto ambientale, ma spesso è più efficace perché permette al personale di rivedere i contenuti quando necessario. Il CRA può svolgere un ruolo chiave proponendo formati formativi più snelli, moderni e adattati ai bisogni del centro.
Un aspetto meno evidente ma altrettanto importante riguarda l’efficienza dei processi. Studi complessi, con procedure ridondanti e passaggi poco chiari, generano sprechi: visite inutili, duplicazioni di dati, attività che richiedono più tempo del necessario. Il CRA, osservando da vicino la routine del centro, può suggerire miglioramenti operativi che riducono il carico amministrativo e quindi anche l’energia e le risorse impiegate. La sostenibilità, in questo senso, si sovrappone all’efficienza scientifica: procedure più chiare portano a meno errori, meno ripetizioni e meno consumi.
La tecnologia, ovviamente, è un alleato. Le piattaforme digitali che integrano ePRO, eConsent, monitoraggio remoto e raccolta centralizzata dei dati riducono in modo significativo la necessità di materiali fisici e spostamenti. Tuttavia, la tecnologia da sola non basta: serve l’intermediazione del CRA per fare in modo che venga utilizzata bene. Se un’app non viene spiegata correttamente ai pazienti o se il sito non è adeguatamente formato, il rischio è quello di generare più problemi che benefici. Il CRA è la figura che, più di tutte, può rendere la digitalizzazione un elemento sostenibile e non un ostacolo.
La sostenibilità si misura anche in termini di tempo. Procedure inefficienti consumano tempo del personale, creano ritardi e impattano sulla qualità dello studio. Un centro che lavora in modo più ordinato è anche un centro che consuma meno risorse e produce dati più puliti. Il CRA può aiutare a costruire questa cultura attraverso una comunicazione chiara, feedback costruttivi e monitoraggio orientato al miglioramento continuo.
È interessante osservare come la sostenibilità sia diventata anche un valore percepito dai centri. Molte strutture sanitarie, soprattutto quelle più moderne, integrano obiettivi ambientali nei loro processi e vedono con favore sponsor e CRO che dimostrano sensibilità a questo tema. Il CRA può facilitare questo dialogo, spiegando in modo semplice le iniziative dello sponsor, rassicurando il centro sui requisiti regolatori e promuovendo una collaborazione che tenga conto non solo della qualità del dato, ma anche dell’impatto complessivo dello studio.
Infine, la sostenibilità non deve essere vista come un vincolo, ma come un’opportunità. Ridurre gli sprechi, razionalizzare gli spostamenti e migliorare l’organizzazione non solo ha un impatto ambientale positivo, ma rende gli studi più agili, più economici e spesso più efficaci. Il CRA, grazie alla sua posizione di collegamento tra sponsor e sito, è una delle figure che possono contribuire in modo più diretto a questo cambiamento.
L’impronta ambientale degli studi clinici non è destinata a scomparire, ma può essere ridotta in modo significativo. Si tratta di una trasformazione progressiva, fatta di scelte quotidiane e miglioramenti costanti. Il CRA, con la sua attenzione alla qualità, alla comunicazione e ai processi, è nella posizione ideale per guidare questa evoluzione e rendere i trial clinici non solo più sicuri ed efficaci, ma anche più sostenibili.